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Ritratti d’Autore

Parte venerdì 6 marzo la seconda edizione di RITRATTI D’AUTORE – Letture e commenti ad alta voce, rassegna promossa dalla Biblioteca Comunale e curata dal direttore Gustavo Cecchini. Cinque serate imperdibili dove protagonisti saranno i personaggi, le storie, gli intrecci, le parole, le frasi, le emozioni, i suoni. L’apertura è con Ermanno Cavazzoni scrittore di romanzi e racconti che leggerà e commenterà da: il viaggio di G. Mastorna di Federico Fellini.

Federico Fellini per tutta la vita ha avuto in mente un film sull’aldilà, ma non l’ha mai fatto (anche se ci ha ripetutamente provato). Doveva chiamarsi Il viaggio di G. Mastorna. In compenso ci ha lasciato una sceneggiatura (di recente pubblicata) che si legge come un romanzo (fatta in collaborazione con Dino Buzzati); dove l’aldilà è uguale identico alla vita in cui siamo già dentro, solo ancora più incomprensibile, affollata, e piena di sorprendenti personaggi.Oltre che la lettura e il racconto di brani, saranno proiettate le sequenze girate in pellicola sopravvissute, e l’inizio del film disegnato a fumetti assieme a Milo Manara.
Ritratti d'autore

Venerdì 13 marzo il poeta, scrittore e saggista, Marco Guzzi con voce recitante Gianluca Reggiani sarà alle prese con una delle più grandi opere poetiche e di pensiero del ventesimo secolo: Così parlo Zarathustra di Nietzsche denso di intuizioni illuminanti. Dopo un secolo di interpretazioni spesso contraddittorie tra di loro, sembra giunto il momento di affrontare il pensiero di Nietzsche nella sua integrità e nella sua radicalità, per ciò che pretendeva di essere: una proposta generale di nuova umanità, o di oltre-umanità, che poi è lo stesso.

Venerdì 20 marzo Edoardo Boncinelli con voce recitante Alessia Canducci si misurerà con i lirici greci. Boncinelli, genetista italiano nato a Rodi e appassionato grecista, si cimenterà con la tradizione dei lirici greci classici, che nell’arco di due secoli hanno lasciato un patrimonio ineguagliato di capolavori poetici assoluti. Da Mimnermo ad Alcmane, da Archiloco alla divina Saffo, da Alceo ad Anacreonte, da Ibico a Simonide di Ceo, è tutto un susseguirsi di nitidi, struggenti componimenti che cantano la quotidianità e l’intimità, le virtù umane, il valore e soprattutto l’amore, con una varietà di toni e di accenti che non ha uguale in nessun altra letteratura.

Venerdì 27 marzo, Umberto Galimberti, uno dei filosofi italiani più seguiti e stimati, presenterà e leggerà passi dalla sua opera: l’ospite inquietante i giovani e il nichilismo. Galimberti sostiene che il mondo di oggi, in particolare quello dei giovani, sia pervaso dal nichilismo e dall’assenza di valori e di senso. Il nichilismo infatti è quell’ospite inquietante, ben descritto da Nietzsche a fine Ottocento, che oggi torna ad aggirarsi nella vita dei ragazzi e delle ragazze del nostro tempo, cancellando prospettive e orizzonti, intristendone le passioni e fiaccandone l’anima. Solo il mercato sembra interessarsi di loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove però – avverte Galimberti – “ciò che si consuma è la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa”.

Nel deserto emotivo, creato dal nichilismo, attecchiscono secondo Galimberti i fenomeni di devianza giovanile noti alle cronache: il bullismo nelle scuole, le violenze degli ultrà negli stadi, l’ecstasy e le altre droghe nelle discoteche, i sassi gettati dal cavalcavia delle autostrade, sino ai gesti più estremi di terrorismo politico.Ma come uscire da questo cupo scenario, che per Galimberti è innanzitutto un problema culturale, e non psicologico e sociale? Come andare oltre il nichilismo? Come insegnare ai ragazzi l’”arte del vivere”? Tutte domande a cui si cercherà di dare una possibile risposta.

La chiusura, venerdì 3 Aprile, con il filosofo Carlo Sini e l’attrice Florinda Cambria sarà dedicata a Memorie di Adriano di M. Yourcenar. “Piccola anima smarrita e soave, compagna e ospite del corpo, ora t’appresti a scendere in luoghi incolori, ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti. Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari, le cose che certamente non vedremo mai più… Cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…”. Con questa poesia scritta realmente dall’Imperatore Adriano in punto di morte si chiude questo bellissimo romanzo che – in forma epistolare – ricostruisce in prima persona la vita intera di uno dei più illuminati reggenti dell’Impero Romano. Uomo di immensa cultura, amante del bello, dell’arte, della filosofia, curioso viaggiatore (trascorse gran parte del suo regno visitando tutte le provincie dell’Impero), grandissimo organizzatore della vita pubblica. Con grande amore e fascino la Yourcenar riesce a far diventare attuale la storia di Adriano, vissuto duemila anni fa ma uguale ad un di noi: un uomo, appunto

Gli incontri si terranno presso il cinema – teatro Astra di Misano Adriatico, via d’Annunzio, 20 con inizio alle ore 21,00. Ingresso libero sino ad esaurimento posti

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