Siete quì: Cinema Pesaro e Urbino > Giornata della memoria

Giornata della memoria

Giornata della memoria, 4 film sulla Shoah

Giornata della memoria

PESARO – Quattro proiezioni di film sulla Shoah, precedute da brevi presentazioni di storici ed esperti. E’ il programma di sabato 27 gennaio nella Biblioteca Archivio “Bobbato” (Galleria dei Fonditori 64, Centro commerciale Miralfiore), nell’ambito delle iniziative per la “Giornata della Memoria” promosse dalla Provincia e dai Comuni di Fano, Gabicce Mare, Gradara e Pesaro, con la collaborazione scientifica della Biblioteca Bobbato e dell’IScop.

Le proiezioni, ad ingresso gratuito, inizieranno alle ore 10 con “Conspiracy” di F. Pierson (Gran Bretagna, 2002), trasposizione cinematografica del famoso verbale “Eichmann” cioè il resoconto della nota “Conferenza del Wannsee” tenutasi in una residenza delle “SS” in riva al lago presso la città di Potsdam, vicino Berlino, il 20 gennaio 1942. Un film che arriva all’origine burocratica dello sterminio, visto che in quella riunione, attentamente ricostruita, fu sancito il destino degli ebrei d’Europa: “la soluzione finale”.

Il film, girato negli stessi luoghi e di durata identica a quella che ebbe l’evento nella realtà, evidenzierà i meccanismi che portarono alla decisione di cancellare dalla faccia dell’Europa un intero popolo di 11 milioni di individui. A suggello dell’asetticità burocratica con cui il dibattito venne affrontato, la decisione a fine riunione fu liquidata con un “…da ovest ad est, non un ebreo! Non uno! “ rivendicato da Heydrich, capo del Servizio di Sicurezza del Reich, che riscosse la sonora approvazione dei presenti, seguita da un brindisi…

Alle ore 16, sarà invece proiettato “Dottor Korczak” di A. Wajda (Polonia, Francia, Germania 1990), omaggio toccante ad un martire della Shoah, il dottor Korczak, pedagogista e scrittore, eroe civile che emerge da un paesaggio spettrale: il ghetto di Varsavia dove dirige un orfanotrofio durante l’occupazione nazista. Testimone delle sofferenze cui è sottoposta la popolazione ebraica di Varsavia, lotta per la sopravvivenza dei suoi ragazzi, conosce la fame, le malattie e i frequenti “trasferimenti ad est” (le camere a gas di Treblinka) della gente del ghetto.

E’ testimone del degrado morale che tutto ciò induce tra gli stessi membri della comunità ebraica, frutto della lotta per la sopravvivenza. Non c’è indulgenza al riguardo. Tuttavia, l’idea del riscatto dell’umanità sta nella scelta di seguire i piccoli orfani fin dentro il vagone piombato diretto ad est e alle camere a gas…

Alle ore 18 sarà la volta di “Amen” di G. Costa Gavras – Italia, Romania 2002, film di fortissimo impatto emotivo che affronta la responsabilità storica della mancata denuncia dei crimini del nazismo da parte della chiesa cattolica e di papa Pio XII. Ispirato all’opera teatrale di Rolf Hocchut ‘Il Vicario’, il film mostra la Shoah sullo sfondo della vicenda personale di un ufficiale delle “SS”, devoto uomo di fede protestante, protagonista, suo malgrado, e testimone incredulo dello sterminio di massa degli ebrei in Polonia.

Un tormento profondo attanaglia il suo animo da quando ha consapevolezza dell’attuazione dell’eutanasia dei disabili fisici e mentali nella patria tedesca.

Ultimo film, alle ore 21, “Monsieur Batignole” di G. Jugnot – Francia, 2002, bellissimo affresco su virtù e miserie, vergogna e onore dei tanti civili francesi negli anni bui dell’occupazione della loro Parigi e dell’amata Francia. Gli ebrei sono razziati e deportati, i loro beni fanno gola a occupanti e collaborazionisti, così come la loro funzione sociale, spesso elevata.

I più scaltri ripongono la coscienza in soffitta e saltano sul carro dei vincitori in una gara ad accaparrarsi il maggior profitto. Qualche altro si ritrova nei panni dell’eroe involontario che protegge, non senza rincrescimenti, vite umane indifese, quelle di tre bambini ebrei scampati alle deportazioni e all’annientamento. Di fronte a questo sfascio morale l’eroe involontario, il salumiere che nei suoi incubi notturni si raffigura in un maiale destinato alle mense dei potenti di turno, diventa la metafora di una Patria nobile che cerca il riscatto e si ribella all’infamia. Monsieur Batignole, salvatore di innocenti, ritroverà passione per le ragioni della vita, si affrancherà di qualche peso che grava sulla sua coscienza riemergendo dalle rovine in cui l’avevano precipitato le armate hitleriane.

———————–
Giovanna Renzini
Ufficio stampa provincia di Pesaro Urbino

Comments

comments