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Occhi Elettrici

Occhi elettrici. Il futurismo e le altre avanguardie cinematografiche

Ridotto del Teatro Massimo
Cagliari, Via De Magistris

dal 19 al 26 maggio 2009

Con la mostra L’Idrovolante di Marinetti – Cagliari riscopre il Futurismo, ospitata nella Sala delle Volte e nella Sala della Terrazza del Centro Comunale d’Arte e Cultura Exmà proseguono a Cagliari, le iniziative dedicate ai cento anni dalla pubblicazione su Le Figaro del Manifesto del Futurismo.
Il progetto, realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari con il contributo del Ministero della Gioventù, si arricchisce ora di una rassegna cinematografica dedicata al cinema futurista e realizzata a cura dell’Associazione Culturale Cagliari in corto in collaborazione con Cinemecum.

Dal 19 al 26 maggio, nel Ridotto del Teatro Massimo, verrà infatti ospitata l’iniziativa Occhi elettrici. Il futurismo e le altre avanguardie cinematografiche.

La rassegna proporrà un confronto tra gli esordi cinematografici del Futurismo, spesso ideati da registi estranei all’ufficialità del movimento, e le successive avanguardie artistiche che sorsero dopo la prima guerra mondiale.
Nel 1916 nasce Il manifesto della cinematografia futurista e si pongono le basi per alcuni progetti filmici, anche a firma di Marinetti. Ma già qualche anno prima, indipendentemente, alcuni artisti italiani e francesi davano vita a film ispirati al futurismo.

Tra questi Amor pedestre (1913), del regista/attore Marcel Fabre, alias Robinet, Le straordinarie avventure di Saturnino Farandola (1912); ma anche il più celebre Thais (1916) di Anton Giulio Bragaglia con le scenografie di Enrico Prampolini, che verranno proiettati nella serata d’apertura, martedì 19 maggio a partire dalle ore 19.00, e saranno preceduti da un intervento dell’Assessore alla cultura, Giorgio Pellegrini, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Cagliari e da uno di Piero Pala, studioso che parlerà soprattutto di un tardo film futurista, Velocità (1931), di Pippo Oriani, che si pensava ormai scomparso.
Nel corso della serata verrà anche riproposto Il Futurismo di Nato Frascà, un documentario Rai del 1968.

Mercoledì 20 maggio sempre a partire dalle ore 19.00 una selezione dei principali corti delle avanguardie storiche: Ballet mecanique (1924) di Fernand Leger, Entr’act (1925) di René Clair, Diagonal-symphonie (1924) di Viking Eggeling, Emak Bakia (1926) di Man Ray, Anèmic cinèma (1925) di Marcel Duchamp e Vormittagsspuk (1927) di Hans Richter.
La selezione verrà presentata dallo studioso di storia del cinema Simone Cireddu.
Infine alle 21.00, sarà proiettato un film futurista di scuola francese, L’inhumaine di Marcel L’Herbier, girato nel 1924.

Giovedì 21 maggio, a partire dalle 19.00, sono in programma Sciopero (1924), primo film di Sergej M. Ejzenstein e L’uomo con la macchina da presa (1929) di Dziga Vertov. La presentazione di queste opere sarà affidata al professor Pietro Montani, docente di estetica all’ Università La Sapienza di Roma e studioso del primo cinema sovietico.

Lunedì 25 maggio, l’Assessore Giorgio Pellegrini presenterà, L’uomo meccanico (1921) di André Deed (alias Cretinetti) e Il vecchio e il nuovo (1931) di Sergej M. Ejzenstein.
La rassegna si concluderà Martedì 26 maggio alle ore 20.30 con due film del tedesco Walter Ruttman, Lichtspiel Opus (1921) e Berlino. Sinfonia di una nuova città (1927). La proiezione sarà preceduta da un presentazione di Antioco Floris, docente di Storia e critica del cinema all’Università di Cagliari.

Informazioni: 070660836 – email info@cinemecum.it
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