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Punti di Vista

Sabato 4 luglio 2009 si inaugura alle ore 19.00 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (zona Colosseo) a Roma, la mostra Punti di Vista degli artisti Valentina Ambrosi Sacconi, Angelo Aprile, Luca Baldassari, Andrea Butera, Lorella Calzolari, Gianna Cheli, Sergio Cioccarelli, Moreno Gerzeli, Irene Guerra, Ilaria Marchione, Frances Melhop, Emiliano Paolini, Claudio Rossi, Scegle, Sergio Tringali. La mostra mette a confronto due tecniche diverse per raccontare la realtà. la Fotografia e la Pittura.

Soqquadro & Vista
Presentano

Punti di Vista
Mostra collettiva

DURATA: dal 4 al 20 luglio2009
INAUGURAZIONE: sabato 4 luglio ore 19.00
ORARI: dal lunedì al venerdì 11.00-13.00 e 16.00-19.30 sabato 16.00-19.30
LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
CURATRICI: LINDA FILACCHIONE e MARINA ZATTA
INFO: tel. 06.4504846, 06.45449756, cell. 333.7330045, 349.6309004
@mail: soqquadro@interfree.it
www.soqquadro.eu

Mostra d’arte contemporanea“Vista” è un centro dedicato all’arte ed alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Uno spazio espositivo che si rivolge ai giovani talenti esordienti ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.

In questo luogo Soqquadro espone la collettiva, curata da Linda Filacchione e Marina Zatta Punti di Vista. La mostra vuole mettere a confronto due arti diverse entrambe necessarie alla narrazione della realtà: La Fotografia e la Pittura.

Nel tempo la fotografia e la pittura hanno sempre più varcato i propri confini invadendo l’una lo spazio dell’altra. Molti pittori oggi utilizzano le tecniche fotografiche, così come spesso i fotografi ritoccano con tecniche pittoriche i loro lavori. La netta separazione tra queste due arti si fa ancora più labile nella scelta dei soggetti e delle inquadrature per la rappresentazione della visione del reale.

Ed anche in questa mostra possiamo trovare opere pittoriche che hanno dei tagli fotografici, così come opere fotografiche che sfiorano, nella scelta focale, l’astrazione finanche geometrica propria delle ricerche pittoriche. Questa mostra diviene quindi l’occasione, più che per un confronto competitivo, per una narrazione estetica in cui le due diverse forme d’arte si fanno complementari.

Man Ray diceva che dipingeva ciò che non poteva dipingere e dipingeva ciò che non poteva fotografare. Nel tempo, questa concezione di integrazione ed interconnessione tra le due arti si è affermata sempre di più. In questa mostra il confronto tra queste due modalità di espressioni accentua le analogie e le differenze portando lo spettatore a riflettere sulle possibilità comunicative della tecnica artistica.

Tra gli artisti espositori figurano 9 fotografi e 6 pittori. I fotografi presentano un racconto seriale di foto, piccoli reportage, mentre i pittori espongono una tela per ciascuno.

Valentina Ambrosi Sacconi si definisce come una che dipinge da molto ma è pittrice da poco. Nelle sue tele inserisce atmosfere oniriche, misteriose e decadenti, inseguendo la bellezza in un’emozione timidamente velata da contrapporre al chiasso dell’emancipazione moderna dove l’umanità è carne da esporre negli algidi banconi di un supermercato in franchising.

Angelo Aprile presenta in questa occasione alcuni scatti sul tema dell’immigrazione, la poetica che li anima è questa: Sono i nostri vicini di casa, i compagni di banco dei nostri figli. A volte portano nomi e cognomi impronunciabili, i loro genitori sono arrivati attraversando il mediterraneo o passando, il confine, sotto la pancia di un tir, fuggendo da guerre e carestie. I loro figli sono eredi di culture e tradizioni lontane,la loro presenza e’ il patrimonio piu’ grande di questo paese, perchè e’ possibile un mondo dove tutti sono uguali e tutti diversi.

Luca Baldassari mette in mostra una delle sue ultime ricerche, dal titolo: Evanescenze. Sono una serie di foto scattate con il foro stenopeico in cui si intravedono alcune figure evanescenti come fantasmi. Lo stesso autore ci dice dei suoi lavori: Evanescente è ciò che tende a dissolversi, che si trasforma nel nulla. Guardando le mie foto mi sono accorto che c’era qualcosa/qualcuno. Spesso mi sono chiesto se fossero presenze che mi seguono nei miei viaggi e mi fanno compagnia che si svelano al foro stenopeico che riesce a fissarle nella loro tenue figura, o sono solo fantasmi?……..forse!

Andrea Butera si forma come danzatore e performer e dal 2005 porta avanti una personalissima ricerca che, oltre all’ambito performativo, interessa le arti visive con video, installazioni ed happening. Il gioco e l’ironia sono aspetti fondamentali della sua poetica artistica, fondata su riferimenti, citazioni e simboli che attraversano una pluralità di linguaggi ( cinema, musica, teatro, poesia…) con attenzione particolare alla sperimentazione e all’utilizzo di materiali poveri e quotidiani.

Nella serie di fotografie in bianco e nero qui presentate da Lorella Calzolari l’elemento fotografato è la luce stessa colta nella sua capacità estensiva; luci come volumi, luci che occupano uno spazio e contemporaneamente lo delineano rendendolo così oggetto a sua volta. La ricerca di Lorella Calzolari estende il mezzo fotografico all’indagine del legame tra struttura, volume e silenzio giungendo a vere e proprie sospensioni narrative, quadri semplici e domande aperte.

Un ricco archivio di immagini, caratterizzate da una visione grafica pittorica, definiscono l’opera di Gianna Cheli. Ogni luogo parla un particolare linguaggio, possiede e trasmette una propria energia, approdando verso immagini surreali. Ogni cosa, se vista in diversa luce ed angolazione, può esprimere nuova bellezza, generare poesia. Talvolta basta un passo più avanti o uno più indietro per andare oltre il primo sguardo.

Sergio Cioccarelli classe 1944, l’autodidatta in arte “Ciok”, qualche anno fa incontra colui che lo guiderà verso un nuovo modo di interpretare il colore e le forme: Bartolomeo Quinto in arte “Barth”, caposcuola delle logica delle forme. E’ così che viene avviato verso l’Action Painting o espressionismo astratto, che gli consentirà di trovare il modo di riversare un’allegria di colori con gesti istintivi e liberatori in un variare
di forme in movimento.

Moreno Gerzeli è un fotografo amatoriale; sin da ragazzo coltiva la passione per la fotografia tra polaroid e semiautomatiche. Con l’avvento del digitale trova nuovi stimoli per esprimersi. Sempre pronto a sperimentare nuove tecniche non dimentica però la cara e vecchia foto in BW. Scrivono di lui: “con occhio sensibile e con un tocco creativo sa trasformare luoghi e momenti,apparentemente banali,in attimi palpitanti ed espressivi, facendoli rivivere in una nuova dimensione.

Irene Guerra parla così del suo lavoro: il vuoto, lo spazio, la luce. Da questo nasce la mia ricerca tra la fotografia e la pittura, con le quali creo scenari in cui convivono realtà ed astrazione, in una pluralità tra sogno ed elementi concreti. Parto dalla fotografia dell’ambiente urbano, spinta dal bisogno di indagare questo spazio scarno, anonimo, ma potenzialmente evocativo. Allora mi addentro, ne cerco l’essenza. Ciò che erano pareti, pilastri, distese appaiono come pure forme, protagoniste in un’arena trasfigurata dalla luce.

Il lavoro di Ilaria Marchione è un perfetto connubio tra pittura e fotografia; i suoi dipinti sono tutti estremamente fotografici, come ritratti fotografati e poi resi dipinti attraverso una rielaborazione grafico/pittorica. Dietro alle figure scollegate da sé stesse e ricollegate a sé con una sorta di collage di uno stesso volto c’è un’intensa visione poetica. La stessa autrice parla dei suoi lavoro spiegandoli con dei versi. Dell’opera che espone in questa mostra dice: “ Vedo dall’alto ciò che ero. L’altra parte di me…che ancora nessuno vede…e che terrai sempre con te.”

Frances Melhop nasce in Nuova Zelanda, la terra delle nuvole bianche. Fin da giovane lavora come fotografo spaziando dalla moda all’architettura e design d’interni con ristrutturazioni di vecchie case fino all’illustrazione medica. Ciò che lo interessa è raccontare la storia delle immagini. Al momento sta lavorando su un libro di castelli e di leggende a loro legate raccontate da famiglie italiane del nord.

Emiliano Paolini inizia il suo percorso artistico all’istituto d’Arte Sacra Roma 2. Restauratore, decoratore e scenografo, nella sua arte cerca sempre più seriamente e consapevolmente nella rappresentazione estetica la necessità etica di andare al di là della rappresentazione. Nell’opera si instaura così una dialettica paradossale tra il rappresentabile e l’irrappresentabile che Paolini chiama oltre-altro.

Claudio Rossi, autore eclettico di immagini, prevalentemente fotografiche, in fotografia predilige due temi principali: i luoghi dismessi e la figura femminile. Per luoghi dismessi intende ogni edificio urbano accessibile che sia abbandonato a se stesso e con il tempo lascia una patina del luogo vivo che è stato.Per figura femminile intende l’esplorazione del corpo vestito o svestito della donna, alla ricerca ora di una posa geometrica, ora erotica, ora ironica.

Scegle ci descrive così l’opera in mostra: Ho scelto di elaborare in modo personale la figura mitologica della sirena. Le sirene si caratterizzano per essere una figura intimante legata al mare, sono parte integrante del mare e dell’acqua. La figura sembra salire uscendo dalle profondità marine; un’ascensione che è simbolo di nascita dalle acque. In questo dipinto gioco con l’applicazione di vari materiali e l’uso di diverse tecniche, anche con rielaborazioni fotografiche per evocare un mare che diventa sempre più trasparente e cristallino e leggero fino a fondersi con l’aria; questa trasparenza diventa lirismo, evocando il canto della sirena. Il canto magnifico ed ammaliatore di una donna.

Il lavoro di Sergio Tringali fa tesoro della celebre citazione dell’architetto tedesco Mies Van der Rohe “less is more” che sintetizza ai massimi livelli il concetto di semplicità e di minimalismo, rappresentato nelle tele dell’artista. Nell’ultimo suo lavoro “Look up”, una serie di oli su tela che ritraggono imponenti edifici di Manhattan, è facile intuire questa linea di pensiero; l’artista infatti restituisce, con semplici pennellate ritmiche di bianco su fondo nero, prospettiva e volume a imponenti colossi di New York in un processo di sottrazione portato all’estremo.

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