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Galleria d’Arte Santa Teresa

La mostra “Madre Materia” è stata inaugurata il 17 agosto e rimarrà fino al 12 settembre nella galleria d’arte Santa Teresa a Fano.
Verranno proposte opere di :

* Giacomo Balla (1871-1958) iniziatore con Marinetti del Manifesto Futurista – In mostra Ceramica
* Luciano Minguzzi (1911- 2004) maestro di scultura, sue la Quinta porta del Duomo di Milano e “La porta del bene e del male in San Pietro” – In mostra Ceramica
* Tony Bellucci (1953- ) maestro scultore ebanista ricerca e sperimenta i più svariati materiali – In mostra Tavole incise
* Sante Monachesi (1910-1991) fondatore nel 1932 del Movimento Futurista delle Marche -In mostra Ceramica
* Mario Schifano (1934 – 1998) Ritenuto da molti l’esponente di spicco della pop art italiana venne considerato l’erede di Andy Warhol -In mostra Ceramica
* Giuseppe Uncini (1929-2008) artista celebre per le opere in ferro e cemento -In mostra Ceramica
* Oscar Piattella (1932- ) protagonista negli anni ’50, con Arnaldo e Giò Pomodoro, Vangi, Sguanci, Nanni Valentini, di quella felice esperienza pesarese che riceve attenzione e consenso unanime.Sarà a contatto con grandi personalità come Alberto Burri, Lucio Fontana, Enrico Castellani. – In mostra Ceramica
* Franco Troiani (1948- ) Scultore, Fondatore dello studio A’87 – In mostra Ceramica
* Franco Bastianelli (1940 – ) L’Artista degli Smalti di Pesaro – In mostra Vetri e Sculture

Art Gallery Santa Teresa Fano agosto-settembre 2009

“Madre Materia”
di Cecilia Ci

Se l’arte contemporanea talvolta smarrisce e travalica i confini del gusto, ciò non vale per le opere di questa rassegna che trovano collocazione, senza dubbio, nella categoria del Bello. Il mondo ha bisogno di bellezza, la bellezza salverà il mondo. Dobbiamo nutrirci di bellezza come antidoto al caos, al disordine della vita.

L’arte è energia nella realtà e della realtà: dà corpo e forma a idee, impressioni, ricordi, visioni dell’artista. Ognuno di loro, racconta storie in modo diverso.

Con l’oro e gli occhi d’azzurro delle ceramiche di Oscar Piattella, che rimandano ai riflessi della materia viva e alla polvere delle sue conchiglie, o con il linguaggio monocromatico, la luce d’argento e l’essenza di un costruttore che libera le forme come Giuseppe Uncini. Eppoi l’alone totemico di Franco Troiani, il verde che rimanda all’origine della vita di Giacomo Balla e il giallo, il colore dell’immaginazione. Vita e passione emergono dal rosso forte nelle opere di Mario Schifano con il bianco libero di un cavallo, e il blu sereno con gli animali di Luciano Minguzzi. Sante Monachesi è l’architetto che sorride a forme della natura che hanno quella luce, che solo il colore nato dal fuoco puo’ dare.

Tony Bellucci che appare come una sorta di Aristotele dell’arte con la sua ingegnosa catalogazione dei segni di un linguaggio, racconta all’uomo dell’uomo.

E Franco Bastianelli di Laurana, l’artista degli smalti, sorprende con il colore delle sue sculture, opere di forte spessore materico e stilistico, fra cui un “Atomo” blu in smalto a gran fuoco: metafora dell’energia ed espressione della potenza della materia.

La loro storia artistica si dipana non solo nel tempo, ma anche grazie al tempo e la loro poetica si arricchisce grazie a un percorso fatto col Dio del Fuoco con cui si alleano per generare le loro creature. Sono artisti che producono con abilità tecnica oltre che elaborazione concettuale e parlano un linguaggio dell’arte a 360°.

Lavorano con le mani, plasmano la materia, dipingono, elaborano segni, forme.

Sono fanciulli che giocano con quello spirito creativo di pascoliana memoria che li fa essere puri: sfidano il fuoco, l’elemento che torna ogni volta, per creare qualcosa di eterno. E l’opera diventa “logos”. Ogni volta la materia, da “potenza” diviene atto: gli artisti sono un tutt’uno con essa, sono creati che creano, sono genitori e figli di Madre Materia.

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