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Pergola

pergola2Pergola è collocata in una breve pianura della Valle del Cesano.
Terra abitata da Umbri, Etruschi e Galli Senoni, fu dominazione romana al centro dei Municipi di Sentinum, Suasa Senonum e Forum Sempronii. La sua fondazione risale all’inizio XII secolo; dal 1385 al 1446 fu dominata dai Malatesta e nel 1463 passò ai Montefeltro sino al 1508 ed ai della Rovere sino al 1631. Il centro storico mantiene il suo aspetto medievale con costruzioni in pietra, case-torri, portali a sesto acuto e bassorilievi, a conferma dell’importanza che la città ha avuto nel tempo. Interessante e numerosa l’architettura religiosa, tanto che, per l’elevato numero di chiese e monasteri, la città è anche nota come “la Pergoletta Santa”. Conserva i resti del castello costruito su progetto dell’architetto Francesco di Giorgio Martini per volontà di Federico da Montefeltro.
Non lontano dalla consolare Flaminia, furono rinvenuti i Bronzi Dorati da Cartoceto di Pergola (I sec. a.C.), in Località Santa Lucia di Calamello, il 26 giugno 1946. I bronzi dorati rappresentano uno dei rarissimi esempi scultorei equestri risalenti all’età romana.pergola3
Fino al 1459 Pergola attraversò un periodo travagliato da lotte di supremazia fra le varie dinastie dei Visconti di Milano, dei Medici di Firenze, degli Sforza, dei Malatesta, dei Montefeltro con l’intervento della Repubblica di Venezia e della Santa Sede. Con la sconfitta di Sigismondo Malatesta fu annessa al Ducato di Urbino retto da Federico da Montefeltro.
Il 21 giugno 1502 il duca Valentino prese Urbino.
Nella Rocca di Pergola, ordinò un atto di efferata violenza, fece strangolare Giulio Cesare da Varano, Signore di Camerino, e tre dei suoi quattro figli. La leggenda vuole che ancora oggi, se ci si aggira di notte fra quei ruderi e per le cantine e i sotterranei del centro storico, si sentano i rantoli e i lamenti dei poveri sventurati.
Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, il Ducato di Urbino passò allo Stato Pontificio fino al 1860, quando fu annesso al Regno d’Italia. Sotto il Papato, Pergola ebbe il conferimento del titolo di “Città” il 18 maggio 1752 su decreto di papa Benedetto XIV. Durante il pontificato di papa Pio VI fu istituita in città una zecca che coniava “Baiocchi”, attiva fra il 1796 e il 1799.
Nei secoli XVII e XVIII Pergola raggiunse la massima espansione economica con l’incrementarsi delle attività tessili, di tintoria e della concia delle pelli. La dominazione napoleonica si rese protagonista di gravi spoliazioni del patrimonio artistico.
Prima città delle Marche ad insorgere contro il potere temporale dei papi l’8 settembre 1860, Pergola fu insignita di medaglia d’oro al valore risorgimentale.
La città ha dato un elevato tributo di uomini e forze nei due eventi bellici mondiali del XX secolo.

pergola1Da vedere:
La Chiesa di S. Giacomo, fondata nel XII secolo e trasformata nel ‘700, contiene un interessante affresco di Lorenzo D’Alessandro. Il Duomo (XIII sec.) venne rifatto nel 800 e conserva il campanile romanico e un Crocefisso trecentesco. La Chiesa di S. Andrea conserva
all’interno una tela di Palma il Giovane. Poco distante si trova il Municipio settecentesco dal notevole porticato che ospita, nella sala del Consiglio, un Gruppo Equestre romano in bronzo dorato di grande qualità, risalente al I secolo d.C.. La Chiesa di S. Francesco (XIII sec.) ha una facciata asimmetrica in conci ed un bel portale del XIV secolo.

Musei: Il gabinetto Geologico e Botanico “Piccinini” raccoglie materiale paleontologico proveniente dalla zona circostante. Sono conservati anche cartelle di erbario e volumi di scienze naturali.
Nel “Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola” è conservato l’unico gruppo di bronzo dorato esistente al mondo giunto dall’età romana ai nostri giorni, il complesso rappresenta un probabile gruppo familiare, composto in origine da due coppie di figure femminili ammantate e velate, e da due cavalieri in veste militare d’alto rango, con cavalli riccamente ornati.

Dintorni: A 12 km da Pergola si trova Fonte Avellana do ve si può visitare il celebre Eremo camaldolese di Santa Croce. Fu fondato da San Romualdo nel 980, e da qui sono usciti 4 papi, 54 vescovi, 74 santi. Vi venne ospitato anche Dante, che lo ricorda nel XXI Canto del Paradiso.

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