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Sant’Angelo in Lizzola

s_angelo_lizzola1E’ un comune di 6.780 abitanti, situato a circa 60 chilometri a nord-ovest di Ancona e circa 12 chilometri a sud-ovest di Pesaro.
Il suo nome deriva idalla famiglia dei Liciola che con la loro residenza fortificata dominavano l’abitato. Intorno all’anno 1000 il papa Clemente II lascia ai monaci della Badia di S. Tommaso, il territorio comprendente anche Lizzola.
Nel controllare la zona si susseguirono prima gli Sforza e successivamente i Della Rovere che lo concessero in feudo ai conti Mamiani il cui ultimo rappresentante fu Terenzio Mamiani (1855).
All’interno del territorio comunale sono presenti varie opere d’arte come “La Madonna con il Bambino e Santi” di Bartolomeo Gentile, custodita nella chiesa della frazione di Ginestreto, il palazzo Mariani e la Torre Civica, la chiesa di S. Egidio ecc.
Mamiani fu architetto della Santa Casa di Loreto, lasciando in quella città opere importanti, come il consolidamento delle mura e l’edificazione della Porta Marina oltre ad averne ripristinato l’acquedotto. Ma il suo ingegno non si limitò all’edilizia, infatti fu il primo che pensò ad utilizzare il vapore come forza motrice: nel trattato “Le Machine” spiega come possa essere utilizzata la sua invenzione e quali benefici se ne potevano trarre.
Le vicende di Sant’Angelo, da questo momento in poi, furono per lunghissimo tempo legate ai conti Mamiani, fino al 1885, quando morì l’ultimo rappresentante della famiglia, il celebre Terenzio Mamiani. L’altra famiglia nobile che legò indissolubilmente il suo nome a quello di Sant’Angelo in Lizzola, è quella dei Perticari. S
oprattutto tra la fine del diciottesimo secolo e l’inizio del diciannovesimo, a Sant’Angelo, grazie all’opera del conte Giulio Perticari, convenivano i migliori ingegni dell’epoca: da Vincenzo Monti a Rossini, da Leopardi al Giordani al Cassi. L’atmosfera culturale era talmente vivace che nel 1851 fu inaugurato il teatro (andato oggi completamente distrutto); i preziosi scenari dei fratelli Liverani di Faenza, che facevano parte del corredo scenico del teatro, sono scampati alla distruzione.
Attualmente, dopo un lungo restauro, sono custoditi dall’ultimo rappresentante della famiglia Perticari.
Il comune di Sant’Angelo in Lizzola ha registrato in questi ultimi anni una notevole espansione demografica, dovuta principalmente allo sviluppo della cittadina di Montecchio, frazione di Sant’Angelo in Lizzola, che è attualmente il motore economico del comune. Montecchio è la sede di numerose attività industriali e dell’artigianato, legate al campo del legno e del vetro artistico.s_angelo_lizzola2

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