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Roma Jazz Festival 2009

ROMA JAZZ FESTIVAL
33ma EDIZIONE

“JAZZ LABELS”
Festival dedicato alle etichette discografiche internazionali con particolare riguardo a quelle independenti ed italiane.

jazz romaNel febbraio 1917 il primo disco di jazz venne inciso per caso da un quintetto di bianchi, l’Original Dixieland Jazz Band, il cui valore è tuttora discusso.Inizia così la storia dell’incisione musicale di una delle musiche più libere e più seminali che appartengono all’umanità, un suono che ha influenzato ininterrottamente la musica e la cultura del novecento, e continua a farlo nel secolo attuale: il Jazz.

Musica popolare per eccellenza, perché mediata dagli strumenti di diffusione di massa, il jazz vive da sempre sulla propria tradizione costantemente tramandata e reinventata. Un fatto possibile solo grazie allo stretto rapporto tra il jazz e le tecniche di fonofissazione dai primi del ‘900 e quindi alla ricca documentazione discografica che nei decenni ha accompagnato lo sviluppo di questa musica “estemporanea”. Il documento sonoro, infatti, costituisce da sempre l’unico vero mezzo di “conservazione” del jazz, perché troppo difficile ricostruire fedelmente le esecuzioni jazzistiche con i sistemi di scrittura, notazione e trascrizone musicale in uso.

La scelta di questo progetto “Jazz Labels” nasce dalla fortuita coincidenza di date storiche che ricorreranno nel 2009.

90 anni fa veniva inciso in Italia il primo disco jazz. Le ricerche di storici, appassionati e collezionisti, permettono di retrodatare la prima incisione di jazz italiano su disco al 25 aprile 1919. Si tratta di “At the Jazz Band Ball” di La Rocca e Shields incisa dall’Orchestra milanese del Teatro Trianon diretta dal maestro Nicola Moleti su disco de La Società del Grammofono, etichetta Green Label (R 8371). Questo ha documentare che il Jazz in Italia esiste da sempre.

70 anni fa veniva fondata la casa discografica americana Blue Note. L’eredità della Blue Note Records è un ampio spaccato su tutta la storia della musica jazz del ‘900. Nei suoi archivi vi sono una quantità enorme di materiale e di talenti a cui ispirarsi tra i quali : Bud Powell, Thelonious Monk, Horace Silver, Herbie Hancock, Lee Morgan, Wayne Shorter, e molte altri. Certamente l’ etichetta più longeva e rappresentativa della scena jazz.

50 anni fa veniva pubblicato dalla Columbia “Kind of blue”, ad oggi il disco più venduto della storia del jazz (circa 10 milioni di copie) e soprattutto considerato il più ben disco della storia del jazz. Kind of blue di Miles Davis, segnò profondamente la storia della musica contemporanea.il disco fu registrato nel marzo 1959 e uscì ad agosto In effetti non si tratta di semplice jazz, ma di un’opera d’arte assoluta, che il trombettista incise con una band straordinaria formata da John Coltrane, Paul Chambers, Jimmy Cobb, Bill Evans, Wynton Kelly e Julian “Cannonball” Adderley.

C’è stato, infatti, un tempo quando le major come Columbia, Verve ed Atlantic potevano dichiarare di essere attori principali dell’innovazione del jazz. E molte altre etichette principali vedevano il jazz come un segmento redditizio e il loro investimento nella produzione discografica era fondamentale per la scoperta di nuovi talenti.
Grazie, però, al rapido consolidamento aziendale del decennio scorso molte etichette sono diventate parte di grandi colossi discografici, produttori di altri generi musicali come rock e pop relegando il jazz all’ultimo posto, al di sotto della musica classica.

Questa è una vecchia storia: la battaglia epica tra arte e commercio. Schiacciate dalla logica di mercato, le etichette principali sono generalmente incapaci di creare quell’humus nel quale il jazz migliore fiorisce. Sempre meno nuovi artisti rendono l’investimento, allora tanto conviene rieditare i musicisti più importanti della storia del jazz. Ancora oggi Miles Davis o John Coltrane sono nella classifica dei dischi più venduti.

Ecco quindi che la necessità di molti giovani talenti di editare nuova musica e inserirsi nel mercato discografico, genera la nascita del fenomeno delle etichette indipendenti, iniziato già alla fine degli anni ’40 inizio ’50, e poi proseguito coraggiosamento da artisti come Dave Douglas,Jason Moran, John Zorn i quali sono riusciti coerentemente a fare le cose a modo loro.

Anche la discografia indipendente italiana, ha vissuto la sua stagione d’oro tra gli anni ’70 e gli inizi dei ’90, grazie soprattutto all’impegno ed alla passione di alcuni “piccoli” produttori indipendenti: la Gala Records, la Horo8 Mario Schiano & Giorgio Gaslini della Horo di Aldo Sinesio; Tito Fontana, con la sua raffinata etichetta Dire; la Red Records di Sergio Veschi, che si contraddistingue per l’alta qualità artistica e tecnica delle sue produzioni e, subito dopo (1979) la Soul Note di Giovanni Bonandrini, che nasce in seno alla Black Saint di Giacomo Pellicciotti dedicata più rigorosamente all’avanguardia, al quale dobbiamo il merito di aprire al panorama italico un’importante finestra sulle produzioni jazz internazionali. Per ultima, solo in ordine di tempo, nasce la Splasc(h) di Peppo Spagnoli, quasi casualmente nel 1982, che documenterà le varie realtà del nuovo Jazz italiano, dimostrando vera passione e vasta ampiezza di vedute registrando l’opera prima di Paolo Fresu, i debutti di Pietro Tonolo, Riccardo Fassi e Stefano Battaglia ma anche i grandi protagonisti del nostro jazz, come Gianni Basso, Guido Manusardi, Giorgio Azzolini, Gianluigi Trovesi, Mario Schiano etc, etc. Sino ad arrivare al 1987 quando nasce la Philology di Paolo Piangiarelli, l’etichetta più vicina all’anima del Jazz. senza filtri o artificiali pensieri di produzione, Il vasto catalogo della Philology, oltre 350 titoli, testimonia tutto questo e rappresenta in maniera concreta la sua filosofia. Oggi questa tradizione viene portata avanti da etichette come la CamJazz, Veneto jazz, MpR Records, Casa del Jazz, Egea. Una manciata di etichette con dietro un’idea ed un’etica di produzione.

Questa è una grande cosa per un paese piccolo come il nostro, dove per anni la musica Jazz è stata “ai margini” del music business, relegata sui piccoli palcoscenici e promossa solo sulla stampa specializzata. Quindi l’etichetta indipendente ha guadagnato un nuovo ruolo, conducendo la partita sia in termini di visione creativa che di sviluppo dei pubblici. Certo non possono offrire ai loro artisti la quantità di vendita che le major potenzialmente possono avere, ma un indie può garantire sicuramente la libertà artistica . Ora le cose stanno cambiando con l’avvento della vendita dei dischi online, una piccola rivoluzione di costume, il jazz, musica di nicchia per eccellenza, ha trovato nella rete il canale più appropriato di diffusione. Tutto questo verrà messo in risalto nella 33ma edizione del Roma jazz festival con un programma di eventi ed anteprime che prevedono la presenza di artisti, famosi e giovani talenti, promossi dalle case discografiche americane, europee ed italiane più rappresentative.

Il Direttore artistico
Mario Ciampà

Informazioni

Vendita online

Biglietteria centrale dell’Auditorium
Viale Pietro de Coubertin, 30 – 00196 Roma
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La biglietteria è aperta tutti i giorni dalle 11 alle 20. Nei giorni di spettacolo la biglietteria chiude a inizio evento.

Telefoni:
06.06.08 (servizio a pagamento)
199.109.783 (servizio a pagamento)

Acquista i biglietti dell’Auditorium sotto casa. Le riduzioni per gli spettacoli di Musica per Roma possono essere applicate esclusivamente al botteghino dell’Auditorium.

PUNTI VENDITA UNIVERSITARI:

LA SAPIENZA Viale Regina Elena (Ingresso segreterie studenti)
Orario d’apertura: dal martedì al venerdì dalle 12.00 alle 16.00

TOR VERGATA Facoltà di Lettere e Filosofia (Edificio A) Via Columbia, 1
Orario d’apertura: martedì e giovedì dalle 10 alle 13; mercoledì dalle 14.30 alle 17.30

In questi punti vengono applicate direttamente le riduzioni previste per gli studenti universitari sotto i 26 anni (20%).

LAST MINUTE TEATRO

Dal martedì al sabato dalle 14 alle 20; domenica dalle 12 alle 16, un unico botteghino (a Via Bari, 20) consente l’acquisto di biglietti all’ultimo minuto, qualora resi disponibili dalla Fondazione Musica per Roma, a prezzi scontati per gli spettacoli del giorno stesso.

Per informazioni: tel. 06 44180212 – 06 44180246

Segnalato da Roma Jazz Festival
http://www.romajazzfestival.it/

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