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Folk’N’Rom Musiche dai “campi”, a Roma tradizioni e avanguardie

UN EVENTO ORGANIZZATO e PROMOSSO DA:

Mercoledì 16 dicembre 2009
Sala Umberto Via della Mercede 50 Roma h 17.00

FOLK’N’ROM – Musiche dai “campi”
E’ il titolo dello spettacolo di musiche, tradizioni, avanguardia,
un evento gratuito che si terrà c/o la Sala Umberto di Roma alle h 17.00

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Folk’n’Rom è il risultato di laboratori musicali svolti all’interno di alcuni “campi” rom alla periferia sud-est di Roma, entusiasmanti momenti di coesistenza sonora e creativa in cui entrambi i gruppi e le due differenti culture vivono in un dialogo magico.

La metropoli romana descrive uno dei tanti percorsi sonori, multiculturali e solo apparentemente improbabili, che spaziano nei luoghi e nel tempo attraverso gli incontri di persone che la vivono: dalle canzoni a “stisa” che i braccianti intonavano nei campi di coltivazione salentini alle musiche da festa che i musicisti rudari provenienti dall’ex Jugoslavia suonano ancora oggi nei campi rom della metropoli.

Questo incontro tra l’etnia rom e quella salentina crea una miscela di felici combinazioni musicali, un viaggio attraverso tradizioni che molto spesso vengono sottovalutate e probabilmente sono una chiave di lettura per capire meglio le abitudini e i comportamenti di alcune popolazioni.

In scena:
il collettivo dei musicisti rudari della comunità rom di via dei Gordiani a Roma, con un repertorio legato alla musica tradizionale e moderna maggiormente in voga nell’area balcanica;
il gruppo musicale dei Nidi d’Arac che propone con modernità acustica musiche salentine , danze tradizionali e scene di vita del Salento rurale.

IL PROGETTO
Nasce dall’incontro tra la Cooperativa Ermes, cooperativa che lavora nel sociale occupandosi soprattutto di integrazione dei gruppi nomadi a Roma, e l’Associazione Culturale Nidi d’arac, realtà artistico-culturale che da molti anni lavora in tutto il mondo per la promozione della tradizione salentina.

CENNI STORICI
Dal Salento: un esempio storico di coesistenza culturale tra italiani e nomadi.

Già dal Medioevo la notte tra il 15 ed il 16 di Agosto, il piccolo paesino di Torrepaduli (frazione di Ruffano, in provincia di Lecce), grazie alla festa di San Rocco (santo protettore del paese) rappresentava un esempio di società multiculturale tipica della società odierna.

Il largo antistante la chiesa di San Rocco infatti diveniva un casuale punto di incontro tra pellegrini devoti al Santo patrono provenienti da gran parte della provincia per la messa di mezzanotte e i commercianti della fiera del bestiame del 16 agosto che per allestire l’esposizione dei loro capi all’alba del giorno successivo erano costretti ad essere sul posto sin dalla sera prima. Essendo una delle fiere di bestiame più importanti del Mezzogiorno quella di Torrepaduli era un importante meta dei commercianti nomadi specializzati, per tradizione, in allevamento equino.

Il risultato di questo crocevia di gente che, per motivi differenti, si ritrovava a bivaccare nella festa patronale a Torre paduli è la creazione di uno scenario surreale fatto di danze e musiche tradizionali salentine che incontrano la cultura nomade proveniente dall’Asia.

“Zingari, San Rocco e pizzica-scherma” così è chiamato il saggio di Elide Melchioni (edito Novaracne) che spiega come i salentini durante la notte di San Rocco, usassero ballare la pizzica nelle ronde e gli zingari, incuriositi da questa danza e un po’ alterati dall’uso di alcolici, entravano all’interno delle ronde simulando combattimenti di arti marziali. I malavitosi salentini, a loro volta, divertiti da questa simulazione di combattimento e già gran maestri di coltello davano vita alla danza scherma.

Sala Umberto Via della Mercede 50 Roma h 17.00

Per info e prenotazioni: Tel. 06-44702299 – info@cilap.eu

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Ufficio stampa e promozione
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Benedetta Boggio 3332062996
Delia Vena 393381920504
Paolo Cobianchi 3391004669

Segnalato da Delia Vena
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