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Il 19 e 20 febbraio a Torino e Volpiano il romanzo esoterico “Il Padrone di casa” di Alberto Samonà

Venerdì 19 febbraio a Torino e sabato 20 a Voilpiano (To) doppia presentazione del romanzo “Il padrone di casa” di Alberto Samonà, nell’ambito di due serate fra loro molto diverse.

VENERDÌ 19 FEBBRAIO, al Teatro Isabella di Torino (in via Verolengo 212), alle 21, l’associazione Culturale Salotto Letterario presenta “Artisti in passerella”, Narrativa-Teatro-Musica-Danza, una serata multidisciplinare dove gli artisti trovano spazio e libera espressione. con il patrocinio della Circoscrizione 5 (Torino). Ospiti: Alberto Samonà, giornalista e scrittore siciliano, con il romanzo esoterico “Il padrone di casa”; Etrusca Di Galante, coreografa, ballerina e fondatrice del Centro Artistico Tru DanSing di Torino; Inti Nilam, regista, con la Compagnia Teatrale Delle Biglie(attori: Riccardo Forieri, Valentina Pinoia, Fabrizia Gariglio, Stefania Perozzo, Ariele Muzzarelli); Eleonora Failli e Federica Lasagno, cantanti. Conducono la serata Patrizio Pacioni e Laura Scaramozzino. Coordinamento organizzativo a cura di Sandrina Piras. L’ingresso è libero.

SABATO 20 FEBBRAIO, a Volpiano, a Palazzo Oliveri (in piazza XXV Aprile), alle 20.30, il Circolo Culturale “Tavola di smeraldo” promuove il dibattito sul tema: “Essere o apparire? Oggi come ieri l’uomo si interroga sulla sua vera essenza”.
In apertura, letture di brani tratti dal romanzo “Il padrone di casa” di Alberto Samonà, a cura della professoressa Gloriana Leone, intervallate da brani di musica sufi ottomana-turca eseguiti al flauto ney. Saranno presenti: Daniele Debernardi, psicologo e psicoterapeuta, Enzo Corona, esponente del Goi (Torino) e Alberto Samonà, giornalista e scrittore. È prevista la partecipazione di rappresentanti del Comune di Volpiano. Con il patrocinio del Comune di Volpiano. Ingresso libero.

IL LIBRO: Non è facile trattare la “condizione di prigionia” del genere umano in un romanzo. Il padrone di casa di Alberto Samonà ci prova. E per farlo, prende ad esempio la vita di un affermato intellettuale, studioso di esoterismo e simbologia iniziatica, protagonista delle pagine di questo libro. Il padrone di casa prende le mosse da un evento esterno che suona come uno shock per l’uomo in questione, poiché è da quel momento che egli comprende come il proprio sapere accumulato in anni di studi e ricerche non sia sufficiente ad una trasformazione di sé, e come, al contempo, occorra tornare alla semplicità di una relazione con se stessi.
La narrazione si concentra in dodici lettere che il protagonista scrive a un’amica lontana, che vive a Caracas o forse altrove, ma sulla reale esistenza della quale c’è più che un sospetto: è infatti possibile che l’amica altro non sia che la propria coscienza, fissa in un eloquente silenzio. Le stesse lettere appaiono come tappe di un viaggio iniziatico verso la vera comprensione, possibile solamente attraverso la padronanza della macchina umana. Solo allora, il padrone (il sé) può fare ritorno nella casa che gli appartiene (l’uomo) e che per adesso è abitata da una folla di gregari che si sostituiscono indebitamente al legittimo proprietario.

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