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Residenza artistica: Giro di boa

E’, come si dice, passato il primo “giro di boa” e sono due settimane che sto vivendo l’esperienza “grottesca”.
Residenza artistica.
Forse di tanti aggettivi che si potrebbero trovare (specialmente a posteriori), “grottesco” è quello che maggiormente si confà. Ancora una volta l’etimologia viene in aiuto e il significante ha già in se il significato (per buona pace di De Saussure).
Dopo un paio di giorni e le prime difficoltà iniziali per un ex cittadino come il sottoscritto mi sono subito ambientato alla “nuova vita” e la nuova residenza molto spaziosa (basti pensare che tra il “bagno” e il rubinetto dell’acqua, che condivido più o meno pacificamente con una trentina di mucche, ci sono 400 metri…in salita!) mi è diventata ormai tanto familiare da percorrerla al buio (va beh…confesso che in queste notti mi ha aiutato la luna crescente!)

Ho capito da subito (anche se l’ho sempre sostenuto) che si porta sempre dietro se stessi e il fardello più ingombrante, l’ego, non lo si lascia mai abbastanza a casa. Penso questo sul Monte Nerone, il mio personale tetto del mondo con una riflessione su chi, cercando di sfuggirsi, si reca in terre lontane per poi capirlo, se lo capisce, a proprie spese (specialmente di viaggio) …e anche se lo capisce spesso non lo confessa…neanche a se stesso.

Come scrivevo tempo fa l’unica illuminazione che è arrivata è quella fornita dall’impianto fotovoltaico e nelle mie condizioni (ricordo che nelle mie intenzioni questa è una “residenza artistica”, e non ascetica…) non è poco!

A parte questo ci sono stati momenti, devo dire più innumerevoli del solito, in cui qualcosa è successo o ha cominciato a lavorare. Una sempre maggiore presenza a se stessi e la percezione della relatività dell’uomo rispetto alla natura sono i due pensieri ricorrenti che mi hanno accompagnano e mi accompagnano oltre ad un senso di gratitudine verso ciò che arriva (persone o…cibo!) controbilanciato però da una grande tristezza per lo spreco delle risorse del nostro pianeta e una derivante rabbia verso i “signori del mondo” che usurpano la nostra libertà ma di cui mi sembra di percepire una non troppo lontana fine…

Ancora sul pensiero: si è fatto più puro e meno vampirizzato dalle “correnti psichiche collettive”. Qui fortunatamente non arrivano i telegiornali o le notizie depressive (che del resto cerco di non far arrivare nemmeno nella “vita quotidiana”) fatte più che per informare per “deformare” l’individuo distogliendolo continuamente dal suo vero centro (e compito).
E mi fermo qua perché già vedo arrivare le scie chimiche…

Le persone che arrivano, forse perché in principio meravigliate dal luogo in sé e dalla presenza di questi due estranei, il pianoforte e il suo pianista, non hanno mai quella pesantezza della vita (dis)ordinaria e lasciano tutte una testimonianza che è per me un ulteriore regalo.
Ad oggi, diciassettesimo giorno della mia permanenza grottesca, tante persone e tante belle conoscenze: curiosi un po’ titubanti di fronte ad una musica senza appigli melodici o canzonettistici, libera, diretta, imprevista; speleologi divertiti (e che mi hanno dato una mano non da poco), gente del luogo che non aveva mai visitato questa grotta, escursionisti esteri (!), una sensitiva molto particolare, amici, parenti e musicisti italiani ed internazionali e pure un serpente…tutti hanno lasciato una traccia del loro passaggio. Grazie!

Dicono che “chi ben comincia è a metà dell’opera”…e chi è a metà dell’opera non è detto che abbia finito. Anzi…
Vedremo cosa porteranno i prossimi giorni, accompagnati dalla luna calante fino alla mensile estinzione, della Sua e della mia esperienza..
Al di là di imprevedibili ed impre(di)cabili imprevisti ricordo che continuo nella mia offerta quotidiana vespertina (traduzione: verso le 6 di pomeriggio suono – cosa che faccio anche nel resto della giornata – e se qualcuno volesse approfittare di tale offerta è il benvenuto…più ancora se porta con se qualcosa di commestibile e vegetariano…no mele o pesche per ora che ne abbiamo di che sfamare un reggimento napoleonico…grazie!).

Domenica 1 Agosto Claudio Tombini leggerà alcuni canti (accompagnato naturalmente da musica grottesca) del dantesco Inferno sulla Gola dell’Infernaccio (proprio qua sotto…ingresso con escursione organizzata da Andrea Pellegrini – 0722 986516) e il 6 Agosto ci sarà la Action Music Action Painting con Giuliano del Sorbo insieme al sottoscritto e Ivan Gambini al clarinetto, percussioni e sassi (di cui ieri sera è stato dato un assaggio…coming soon the photos)

Un saluto di cuore a chi segue su Internet questa grottesca impresa e ricordo loro che non ho la possibilità di leggere i commenti (tante volte ce ne fossero) né di poter rispondere ma mi sembra comunque di percepire da queste alture un certo “movimento”.
E un saluto agli amici internazionali…I’m sorry for not translating this blog into english for international friends, anyway I’ll be the most happy once back to greet you personally as well to see the many pictures and video shot here and to read our comments (feel free to post them!).

All the best and a big hug to you all from the Cave!

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