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Una residenza alla Oscar Wild

…pensavo…
Una residenza alla Oscar Wild (sic), che diceva che si può rinunciare a tutto tranne che al superfluo. Non ho acqua corrente nè servizi igienici e tutto il resto, ma ho un pianoforte a coda (gentilmente offerto da santori pianoforti).
Mario e la sua residenza

Visto da un altro punto di vista, mi sono preso un mese di ferie eco(nomico) sostenibili. Ho speso circa un euro di benzina (a quando le auto elettriche o a energia solare?) per arrivare qua nella mia casetta; il Conad di Piobbico mi ha gentimente offerto una spesa per un mese, riempio tre taniche da 5 litri ogni 2 giorni alla sorgente del rifugio Corsini (e, non so voi, ma penso che l’acqua libera sia anche più buona!).

Ho un teatro a disposizione senza pagare affitto Siae, o i vigili del fuoco (chi gli spiega che i teatri vanno – o si fanno andare – a fuoco quando non c’è il pubblico?). Ieri, la residenza artistica estrema ha visto il sottoscritto “comporre in tempo reale” una colonna sonora per il regista Gianni Minelli che sta ultimando un documentario su un amico pittore divenuto improvvisamente cieco tre anni fa, in seguito ad una grave infezione.

Non arrendendosi alla nuova e tragica condizione, ha continuato a dipingere sviluppando un codice di lettura per i propri quadri per i non vedenti. Il titolo: “Immagini dal buio”.
E oggi arriva India Czajkowska.

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