Siete quì: Musica Pesaro e Urbino > Concerti finali Conservatorio Rossini

Concerti finali Conservatorio Rossini

Concerti finali dell’Anno Accademico 2008-2009
Auditorium Pedrotti del Conservatorio Rossini
Conservatorio_RossiniI concerti iniziano alle ore 21.00

• Mercoledì 24 giugno 2009
Musiche di Castelnuovo – Tedesco, Penderecki…

• Giovedì 25 giugno 2009
Musiche di Albéniz, Chopin, Liszt…

• Sabato 27 giugno 2009
Musiche di Clementi, Haydin, Beethoven

• Lunedì 29 giugno 2009
Musiche di Bernstein, Morricone, Monti…

• Mercoledì 1 luglio 2009
Musiche di Dupré, Guilmant, Debussy…

• Venerdì 3 luglio 2009
Musiche di Mozart, Cavallini, Bach…

• Lunedì 6 luglio 2009
Musiche di Ysaye, Fauré, Poulenc

• Mercoledì 8 luglio 2009
Musiche di Schubert, Barber, Donizetti

• Venerdì 10 luglio 2009
Musiche di Albéniz, Brouwer, Piazzolla…

Informazioni:
Conservatorio statale di musica “Gioachino Rossini”
tel. 0721.34151
www.conservatoriorossini.it
segreteria@conservatoriorossini.it

DALLA “STANDA” AL COMUNE
Se l’appuntamento dei concerti finali dell’anno accademico costituisce una conclusiva sintesi didattico-artistica di un impegnativo percorso operativo di docenti e studenti, l’occasione si presta anche per un bilancio più ampio della vita dell’Istituto. E su questo secondo aspetto vanno evidenziati tratti innovativi di forte portata. Chi segue gli eventi del Conservatorio “Rossini” ha sentito più volte ripetere che fino a qualche anno addietro la città nel suo insieme aveva una limitata percezione dell’Istituto e delle sue potenzialità. Agli inizi della esperienza in questa sede – e mi duole essere ripetitivo – mi sono sentito chiedere dove fosse ubicato il Conservatorio. Alle mie spiegazioni seguiva l’ “illuminato” riscontro: “Ah, quel palazzo dietro la Standa!”. Poiché allora nella vicina via Branca era operante il grande magazzino: riferimento per i più di ben maggiore visibilità di quanto non fosse la prestigiosa scuola voluta da Rossini.
Seguirono anni di intensa attività, di manifestazioni musicali legate ai più importanti eventi cittadini e nazionali. L’Orchestra dell’Istituto è stata chiamata, unica nell’Italia dei conservatori, per ben due volte al Quirinale. Conservatorio e città si capirono e conobbero meglio. Il processo di “integrazione” ha ora raggiunto livelli soddisfacenti. Con il Rossini Opera Festival il rapporto non è più solo logistico, ma è approdato a livelli didattico-artistici. Si levano anche voci che chiedono più sostegni per il Conservatorio. Più faticoso è stato invece l’ingresso nel circuito delle istituzioni locali, nell’ambito delle quali è ovvio che anche il Conservatorio deve avere il suo spazio e beneficiare da parte degli enti pubblici di provvedimenti riservati alle entità che rendono pubblici servizi. In questo campo la Provincia di Pesaro e Urbino si è sempre dimostrata disponibile. Un buon passo avanti si è avuto con il discorso del sindaco di Pesaro in occasione della inaugurazione di un recente anno accademico, allorquando egli affermò: “Anche Pesaro ha la sua università, ed è il Conservatorio Rossini”. Altro personaggio autorevole (che non cito per evitargli nuove e noiose telefonate di “richiamo”) ha dichiarato che “il Conservatorio è la madre delle istituzioni musicali pesaresi, senza del quale non avremmo avuto né Fondazione Rossini né R.O.F.”.
Però c’è ancora chi si attarda a contestare il primato quantomeno temporale del Conservatorio, nato nel 1869, operativo nel 1882 con la denominazione di “Liceo Musicale” afferente al Comune di Pesaro. Divenuto poi per legge Conservatorio Statale di Musica nel 1939. Trasformato ancora con legge del 1999 in Istituto superiore di studi musicali. Cambia l’abito, ma il corpo è sempre quello: la scuola voluta da Rossini. Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul: cambia il nome. Chi può contestare che si tratta sempre della stessa città che si affaccia sul Bosforo? Non può esserci equivoco sulla data di nascita e sulla sequenza della crescita dell’Istituto.
Né può esserci equivoco – tanto per essere chiari – che la benemerita “Fondazione Rossini” nasce nel 1940 quale supporto del Conservatorio (poi nel tempo i compiti si sono allargati) fruendo dell’abito giuridico (ente morale comunale) dismesso dal cessato Liceo Musicale passato allo Stato. Fraintendimenti storici dunque, scarsa attenzione per l’istituto musicale (che non è esente da responsabilità omissive) hanno ritardato la valorizzazione di questa vistosa risorsa cittadina.
Agli inizi del ‘900 i manifesti pubblicitari di Pesaro indicavano i saggi musicali dell’Istituto come una delle principali attrattive del territorio. Se si scorrono le pubblicazioni relative ai calendari degli eventi divulgati dagli enti locali in questi anni si rinviene di tutto: dalla commedia dialettale “El Struscion” (Pesaro) alla “Serata danzante presso la Rocca” (Sassocorvaro). Dei “Concerti finali” del Conservatorio o del “Ferragosto al San Salvatore”, la nota manifestazione musicale dedicata ai malati dell’ospedale locale, nessun cenno. Ci sarà stato difetto di comunicazione dell’ufficio stampa del Conservatorio, ma anche la conferma che l’automatismo di attenzione che è sempre scattato per altri enti, per il Conservatorio non funzionava.
Comunque, tornando ai passi avanti registrati, la rilevante innovazione di cui prendere atto è che per la prima volta nei programmi elettorali di alcune forze politiche per le recenti elezioni amministrative il Conservatorio, i suoi problemi e le sue risorse sono diventati temi determinanti. Il sindaco Ceriscioli, rieletto ed al quale vanno gli auguri di buon lavoro, si è mostrato attento alle sollecitazioni provenienti in questa materia da forze che lo hanno sostenuto e da altre diversamente orientate. In effetti il Conservatorio è problema e risorsa dell’intera città. E salutiamo con soddisfazione il suo ingresso nell’agenda operativa del Comune di Pesaro.

Giorgio Girelli
Presidente del Conservatorio Statale di Musica “G. Rossini”

Comments

comments