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Torino Film Festival 2010

Dal 26 novembre al 4 dicembre 2010
Torino

Torino Film Festival 2010

CONCORSI

TORINO 28 – CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI
È riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera la principale sezione competitiva del festival, che presenterà sedici film di nuova produzione, inediti in Italia. Come sempre incentrato sul cinema “giovane”, il festival si rivolge principalmente alla ricerca e alla scoperta
di talenti innovativi, che esprimono le migliori tendenze contemporanee del cinema indipendente internazionale.

Miglior Film: €25.000
Premio speciale della Giuria: € 10.000
Premio per la migliore attrice
Premio per il miglior attore

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ITALIANA.DOC
Concorso di lungometraggi documentari italiani inediti, realizzati in pellicola o in video, un “genere” che in Italia è da sempre trascurato dalla distribuzione in sala e dalla programmazione televisiva.

Miglior documentario italiano: € 10.000
Premio speciale della Giuria: € 5.000

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ITALIANA.CORTI
Concorso per cortometraggi italiani inediti.

Miglior Cortometraggio Italiano: € 10.000
Premio Speciale della Giuria – Kodak Short Film Award: € 5.000 in pellicola cinematografica

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SPAZIO TORINO
Il concorso presenta i migliori cortometraggi realizzati da cineasti nati o residenti in Piemonte.

Premio in servizi tecnici per la realizzazione di un nuovo cortometraggio

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PREMIO CULT. IL CINEMA DELLA REALTÀ™
Promosso dal canale satellitare Cult del gruppo Fox Channels Italy in collaborazione con il Torino Film Festival, un premio per il miglior documentario internazionale, con l’obiettivo di portare all’attenzione del grande pubblico il documentario, individuato come una delle forme più attuali del cinema del reale. Il concorso è riservato a 12/15 lungometraggi documentari di recente produzione e inediti in Italia, in sala e in televisione, presenti in tutte le sezioni competitive e non competitive del festival, a eccezione dello specifico concorso Italiana.doc. La selezione dei titoli ammessi al Premio Cult. Il cinema della realtà™ è decisa di comune accordo tra la direzione artistica del Torino Film Festival e la direzione editoriale del canale televisivo Cult, tra le opere documentarie presenti nel festival che si distinguono per innovazione e originalità della struttura narrativa e delle soluzioni visive e per la rilevanza delle tematiche contemporanee trattate. Al termine della rassegna, tenuto conto delle condizioni di mercato, il canale televisivo Cult valuterà l’acquisizione dei diritti per la messa in onda del documentario vincitore e di quelli più meritevoli di attenzione da parte del pubblico televisivo.

Miglior documentario internazionale: € 20.000
(in collaborazione con il canale satellitare Cult, gruppo Fox Channels Italy)

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PREMIO CIPPUTI
Miglior film sul mondo del lavoro: € 5.000

FESTA MOBILE

Festa mobile è un viaggio, attraverso i film più belli della stagione, le mode nascenti, le anteprime più curiose, le novità più stimolanti: in pratica, un panorama delle opere più significative e innovative dell’anno, inedite in Italia, che per motivi diversi (notorietà dell’autore, presentazione in concorso in uno dei maggiori festival stranieri, mancanza di requisiti tecnici) non possono essere ammesse al concorso Torino 28.

In questa sezione si mescolano spettacolo e ricerca, autori e tendenze, provocazioni e anticipazioni, finzione e documentario. Perciò, è caratterizzata da due percorsi paralleli: “Figure nel paesaggio”, che privilegia i film di finzione, e “Paesaggio con figure”, dedicato ai film di taglio documentaristico.

RAPPORTO CONFIDENZIALE

Un luogo nel quale fare il punto su un fenomeno specifico emergente nel cinema internazionale. L’osservazione è a 360 gradi, e ogni anno la sezione individua un argomento che appare di particolare attualità, comunque centrale nell’immaginario cinematografico collettivo. Può trattarsi di volta in volta di una cinematografia nazionale che risorge dal silenzio, di un giovane autore internazionale la cui produzione è ancora sconosciuta nel nostro paese, di un genere che ritrova improvvisa vitalità in ambiti produttivi inaspettati, di una tendenza linguistica e produttiva, di un vero e proprio movimento teorico, di un “tema” cruciale per la cultura e la società contemporanea che, imprevedibilmente, accomuna cineasti, generi, linguaggi all’apparenza agli antipodi. Composto di opere inedite in Italia, Rapporto confidenziale mescola finzione e documentario, lungometraggi, mediometraggi e cortometraggi, televisione e cinema, ricerca e narrazione,
proponendosi ogni anno come una sorta di “libro bianco”.

ONDE

Onde è la sezione dove la tradizione di ricerca e di rinnovamento del Torino Film Festival si spinge ancora più avanti, nei territori che stanno ai margini dei generi, dei linguaggi, degli standard, delle durate. Questo è lo spazio dove le poetiche consolidate dei maestri si possono incrociare con le sperimentazioni più estreme di giovani filmmaker o con le formule più inattese del fare cinema contemporaneo.

Qui le immagini cercano il loro futuro, il filmare ritrova la sua infanzia tra gli archivi e i nuovi standard, mentre il cartooning si dimostra spazio d’animazione e innovazione prima e dopo le istanze digitali. Le durate si spingono dal cortissimo al lunghissimo, tra l’emulsione della pellicola e la definizione alta o bassa del digitale. Qui si pensa al cinema attraverso gli sguardi di autori sempre giovani come Stephen Dwoskin, Ken Jacobs, Tonino De Bernardi, Gianikian & Ricci Lucchi, Béla Tarr, Raul Ruiz, Raya Martin, Hirokazu Koreeda, Albert Serra, Sandro Aguilar, Kohei Oguri.

FIGLI E AMANTI

La nascita di una passione, il colpo di fulmine, la visione di un film che ha scatenato una vocazione, il “debito” che il cinema di oggi paga al cinema del passato e ai suoi maestri: a questo è dedicata la sezione Figli e amanti.

Ogni anno, viene chiesto ad alcuni registi che rappresentano generazioni, tendenze, linee espressive e tematiche diverse, di scegliere un film del passato che è stato fondamentale per la nascita della loro ispirazione e della loro voglia di diventare cineasti, l’opera di un autore nel quale riconoscono ancora un modello, liberi di spaziare tra registi, generi, decenni.

Dopo la proiezione del film scelto, ognuno di loro racconta al pubblico del Torino Film Festival il momento di quella scoperta, il legame che ha con questa opera e con il suo autore, la loro influenza sul suo cinema successivo, l’interesse e l’ispirazione che ancora suscitano.

TORINO FILM LAB

Nato nel 2008, Il TorinoFilmLab è un laboratorio internazionale di formazione, sviluppo e sostegno economico alla produzione rivolto a sceneggiatori e registi alla loro opera prima o seconda. E’ composto da due programmi formativi annui che si concludono durante il Torino Film Festival con il Meeting Event (28-30 novembre 2010), quando 120 produttori e sales agents di tutto il mondo vengono invitati a Torino per assistere alla presentazione di 15 progetti sviluppati durante la fase di Training e 11 progetti sviluppati attraverso la fase di Development, e una giuria internazionale assegna alcuni Production Awards (da 50.000 a 200.000 euro).

Quest’anno, grazie al sostegno di Media International, il TFL, insieme a Dubai International Film Festival e EAVE, lancia Interchange: Development and Coproduction Workshops for the Arab World. Lo scopo è quello di favorire le collaborazioni tra professionisti del cinema europei e dei paesi del Golfo e alcune nazioni del Medio Oriente.
TFL è anche partner di The Pixel Lab, il nuovo workshop lanciato da Power to the Pixel incentrato sullo sviluppo di progetti cross-media.

RETROSPETTIVE

JOHN HUSTON
Il Torino Film Festival dedica a John Huston una retrospettiva composta da tutte le sue regie e da una scelta dei film che ha sceneggiato e interpretato.
John Huston.
“Cinque mogli; molte relazioni, alcune più importanti dei matrimoni. La caccia. Le scommesse. I purosangue. La pittura, le collezioni, la boxe. Sceneggiatura, regia e interpretazione di oltre sessanta film. Non riesco a vedere nel mio lavoro alcuna continuità: quel che colpisce è quanto i film siano diversi l’uno dall’altro. E neanche riesco a trovare un filo continuo nei miei matrimoni”. Così scriveva John Huston a settantatrè anni, nell’autobiografia Cinque mogli e sessanta film. Era il 1980, e Huston, prima della morte, nel 1987, avrebbe diretto ancora sei film, tra cui l’ultimo capolavoro, The Dead da James Joyce.

Al centro di una grande dinastia hollywoodiana, dalla prima regia (Il falcone maltese, 1941), ha avuto una carriera variegata: thriller (Giungla d’asfalto), film d’avventura (La Regina d’Africa, Il tesoro della Sierra Madre), di guerra (Il segno rosso del coraggio), drammi (Gli spostati), western (Gli inesorabili), biopic (Moulin Rouge). E, settantenne, ha colto lo spirito del nuovo cinema, con Città amara, L’uomo dai sette capestri, L’uomo che volle farsi re, La saggezza del sangue, L’onore dei Prizzi.

VITALIJ KANEVSKIJ
Il festival presenta tutti i film e i documentari realizzati da Kanevskij, che sarà ospite a Torino per raccontare la propria esperienza.
Vitalij Kanevskij
Dall’estremo oriente sovietico arriva il vibrante cinema di Vitalij Kanevskij, rivelazione del Festival di Cannes 1990 che gli assegna la Camera d’Or per Sta fermo, muori e resuscita. E’ l’improvvisa affermazione internazionale di un cineasta che ha saputo, con uno stile denso e ironico, penetrare nelle pi√π dure manifestazioni della realtà attingendo a un bacino di esperienze e di emozioni accumulato nel corso della sua adolescenza alle prese con la fame, il freddo e i lavori più umili nella città-prigione di Soutchan.

La tenacia di esseri in lotta per affermare le forze primigenie della vita è il filo conduttore di una breve filmografia strutturata in momenti liberamente collegati. Evidenziare questo filo è l’obiettivo dell’omaggio del Torino Film Festival, per andare oltre l’etichetta di cinema della glasnost – per il suo innegabile valore di rivelazione di aspetti occulti del regime sovietico – e per far emergere un realismo che rifiuta ogni intellettualismo e una cifra autobiografica che non scade mai nel romanzesco o nell’autoreferenziale e diventa “trance di memoria”.

GRAN PREMIO TORINO

A partire dall’edizione del 2009, il Torino Film Festival ha istituito il Gran Premio Torino: il riconoscimento viene assegnato ogni anno ai cineasti che, dall’emergere delle nouvelles vagues in poi, hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico, alla creazione di nuovi modelli estetici, alla diffusione di nuove tendenze contemporanee.

Presto saranno annunciati i cineasti cui sarà consegnato il Gran Premio Torino 2010:
Questa e tutte le ulteriori informazioni sul Sito ufficiale.

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