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Piemonte Share Festival 2010

Dal 2 al 7 novembre 2010
Torino – Museo Regionale di Scienze Naturali

Smart Mistakes

SMART MISTAKES

errori e scoperte inaspettate

Errori, mutazioni, fallimenti, disfunzionalità, discrepanze, incidenti, varianti impreviste, scoperte occasionali, estetiche dell’errore, scarto dalla massa, fallimenti progettuali, progetti irrealizzati, disastri, sbagli, imperfezioni, disturbi, appropriazioni, effetti collaterali, lapsus e flop.

Questi i protagonisti della sesta edizione di Piemonte Share Festival, che si dedicherà alla portata artistica e culturale dell’errore e della scoperta inaspettata.

L’errore e i momenti di rottura che l’errore come scoperta imprevista hanno portato nella storia dell’umanità hanno una potenza creativa unica perché rappresentano sempre l’emergere di un problema. Indicano una questione che necessita attenzione e questa attenzione suscita controversie, le controversie generano soluzioni e innovazione. Un punto di vista particolarmente interessante in questo periodo di emergenze globali.

In campo artistico e culturale, nella nostra epoca digitale, l’errore mantiene lo stesso ruolo di attivatore di mutamento e di valore? Come nelle scorse edizioni una parte importante della nuova edizione del Piemonte Share Festival sarà costituita dalla grande mostra interattiva delle opere finaliste per lo Share Prize 2010. Oltre 270 progetti da 20 paesi hanno partecipato alla selezione per il premio, che fin dalla sua nascita si propone di scoprire, promuovere e supportare le arti digitali. La competizione internazionale è aperta agli artisti che usano le tecnologie digitali come linguaggio di espressione artistica, in ogni modo e forma.

E così una giuria internazionale composta da Jurij Krpan (Lubiana), Andy Cameron (Londra), Fulvio Gianaria (Torino), e Bruce Sterling (Austin/Torino) dopo un complesso e approfondito esame di tutti i lavori ha finalmente annunciato i nomi dei sei straordinari artisti che porteranno i loro lavori a Torino e concorreranno per la vittoria dell’ambito premio. Il vincitore sarà annunciato durante la cerimonia di premiazione a Torino, il prossimo 7 novembre, nella sede del Museo Regionale di Scienze Naturali che ospiterà tutto il festival.

Dichiarazione della giuria
Istituito nel 2007, lo Share Prize è molto conosciuto nel campo delle arti digitali e i sei finalisti presentano ambiziosi attacchi ai limiti elettronici della possibilità artistica e con giudici provenienti da quattro nazioni differenti, il processo selettivo è diventato esso stesso un set dal vivo condotto da manovratori in sinergia, tanto unici quanto il festival stesso.

Il tema di Share Festival, Smart Mistakes o errori intelligenti, rispecchia un mondo emergente generato da social network, sincronicità, strani disastri e incidenti felici. E così Share Festival è l’unico evento in grado di portare a Torino un dj set eseguito da un letto vivente di formiche.

Fragilità, entropia e estetica junk riflettono uno stile di vita globale fatto di rotture e ricomposizioni, rappresentati dal Teatrino Elettrico, costituito da oggetti di casa riconvertiti e macchinari zombi. Il web cinema mostra la sua forza unica con un remake digitale crowd-sourced del classico di Dziga Vertov L’uomo con la macchina da presa. Ogni fotogramma di questo caposaldo della cinematografia muta viene rigirato e montato da volontari su Internet, in particolare da torinesi, il cui Museo del Cinema rappresenta un centro internazionale per gli studi in cinematografia.

Un tipo di interazione più elegante e personale è rappresentata da una corrente ondulata intensa e reattiva di luce indistinta all’interno degli spazi architettonici del Museo di Scienze Naturali di Torino. Tra le teche sottovuoto di animali imbalsamati s’incontra un’installazione luminosa, sinusoidale, spinta dal respiro di particelle digitali con l’artista stessa che, respirando, si esibisce nel buio. Il nostro sesto fortunato errore è un performer anonimo e dinoccolato che vagherà per Torino rimanendo invisibile alla video sorveglianza. Il potere della società dei network si manifesta attraverso effetti complessi ed è priva di casualità ovvia.

Questi sei lavori sono tormentati più che intenzionali, generativi come pure espressivi. Compiendo “errori intelligenti”, gli artisti possono spaccare muri, finestre e nuove superfici, raggiungendo così effetti imprevedibili che non sarebbero possibili senza aver prima accettato il diritto universale di esseri umani e macchine di fallire nel migliore dei modi.

Kuai Auson (Ecuador), 0h!m1gas (2008)
0h!m1gas è un ambiente di suoni emessi dagli insetti basato sull’attività di una colonia di formiche sottoposta a sorveglianza video e audio. Le formiche diventano per tanto dj creando uno spazio fono-reattivo che rivela la connessione tra scratching, come espressione estetica creata dalla cultura umana e i fenomeni di stridulazione prodotti dalle formiche come meccanismo comunicativo.

Kuai Auson (Ecuador), 0h!m1gas (2008)_90

Perry Bard (Canada), Man with a Movie Camera (2007)
“L’uomo con la macchina da presa: il remake globale” è un video a partecipazione multipla girato da persone di tutto il mondo che sono invitate a ri-fare a modo loro la sceneggiatura originale del film di Vertov L’uomo con la macchina da presa e a caricarle sul sito dell’artista, dove un software sviluppato specificatamente per questo progetto archivia, sequenzia e trasmette le scene inviate come in un film.

Sonia Cillari (IT), As an artist, I need to rest (2009)
L’artista giace immobile sul pavimento dello spazio espositivo, respira tramite un tubo estremamente lungo che parte dall’interno della sua narice sinistra e termina al centro dello schermo principale sospeso dal pavimento. Una creatura digitale che lei definisce “piuma” viene completamente generata dal suo respiro. Durante la performance, Sonia Cillari emette 14.000 elementi digitali e porta la piuma digitale a esprimere più di 6 differenti stati dell’essere, dallo schema vitale dell’“estensione” a quello della “resistenza”.

Ernesto Klar (Italia/Venezuela/Stati Uniti), Luzes relacionais (2009-10)
“Luci relazionali” è un’installazione audiovisiva interattiva che esplora la nostra relazione con l’elemento organico-espressivo dello spazio. L’installazione utilizza luce, suono, foschia e un sistema di software personalizzato per creare una trasformazione fluida, graduale, uno spazio luce tridimensionale in cui gli spettatori prendono parte attivamente, manipolandolo con la loro presenza e i lori movimenti. “Luzes relacionais” rappresenta un omaggio al lavoro e alla ricerca estetica dell’artista brasiliano Lygia Clark.

knowbotic research (Svizzera), macghillie_ just a void (2009-10)
Durante la performance pubblica del progetto MacGhillie, un personaggio in abiti mimetici completamente nascosto si aggira per i quartieri della città. La tuta mimetica detta Ghillie Suit fu inventata originariamente nel XIX secolo per la caccia e solo in un secondo momento fu utilizzata durante la Prima Guerra Mondiale per giungere sino ai giorni nostri. Questo travestimento anonimizza e neutralizza la persona che lo indossa in pubblico. La figura oscilla tra l’iperpresenza di una maschera e la ridondanza visiva.

knowbotic research (Svizzera), macghillie_ just a void (2009-10)

Teatrino Elettrico (Italia), DC12V (2009)
DC12V rappresenta la versione da tavolo dell’elektrolivecircus. I suoni vengono generati utilizzando soltanto strumenti analogici, registrazioni di movimenti, percussioni, frizioni e campi elettromagnetici creati da macchine di uso quotidiano. Il piccolo viene convertito in grande, il futile nel necessario, gli oggetti in personaggi, il tavolo in location. Una desktop tragedy in atto unico per macchine ad auto-propulsione.

> Sito ufficiale del Festival
> Canale YouTube del Share Festival

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